048 Vittorio Giardino • Primo corso di emoticon

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Buongiorno. Sono Vittorio Giardino, un autore di fumetti. Normalmente pubblico libri a fumetti con pagine come questa
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o come questa 
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che certamente ora non possono piacervi ma che spero possano interessarvi fra qualche anno. Oggi però vorrei fare per voi e con voi una cosa diversa: aiutarvi a costruire il vostro personale emoticon. Partiamo dall’inizio. Un cerchio, due puntini e una linea sono per tutti una faccia. Se curviamo un po’ la linea così
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la faccia fa un sorriso, se la curviamo così 
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diventa triste. Ma possiamo fare molte varianti con piccoli cambiamenti:
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sempre più allegra
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o sempre più infelice.
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Se aggiungiamo altri due piccoli segni per le sopracciglia, le possibilità di esprimere emozioni  diventano molte di più
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così la faccia è arrabbiata
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così molto arrabbiata 
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oppure disperata
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sarcastica
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piacevolmente sorpresa.
Le prossime figure sono un piccolo campionario di espressioni; se avete capito come si fa, potete aggiungerne altre secondo i vostri gusti e la vostra fantasia. Si tratta di giocare con piccoli segni, sapendo come li interpretano l’occhio (e la mente) umani. Buon divertimento.
Giardino

Vittorio Giardino

Nato a Bologna nel 1946, ingegnere elettronico, a trentadue anni abbandona la professione per dedicarsi al fumetto. Tre anni dopo le sue opere cominciano ad essere tradotte all’estero. Nel 1982 la prima storia di Max Fridman, “Rapsodia ungherese”, ottiene il premio “Yellow Kid” di Lucca. Seguono numerosi riconoscimenti internazionali, come il premio “Saint Michel” di Bruxelles, i premi di Sierre, Reims, Lugano, Solliès-Ville, Charleroi, Barcelona, Saint Malo etc. Nel 1995 con ”Jonas Fink – L’infanzia” vince il premio per il miglior album straniero al festival di Angoulême in Francia e l’Harvey Award al festival di San Diego in California. Due anni più tardi esce la seconda parte della storia, “L’adolescenza”, mentre la terza e ultima parte, “Il libraio di Praga”, vede la luce solo nel 2018, ventitre anni dopo l’uscita della prima parte. Nel frattempo erano state pubblicate altre storie di Max Fridman, “La porta d’Oriente”  e “No pasarán”. I libri di Giardino sono stati tradotti in 14 lingue e pubblicati in 18 paesi. In Italia ha collaborato a quotidiani come il Corriere della Sera, La Repubblica, il Messaggero, l’Unità, a periodici come L’Espresso, Vogue, Meridiani etc.